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Questo è un gioco puramente letterario, l’ho ideato senza particolari scopi autobiografici, ma per il puro desiderio di usare una nuova conoscenza. Stamattina ho visto un video su una figura retorica che non conoscevo: la mise en abyme.
Questa la definizione: espediente narratologico che prevede la reduplicazione di una sequenza di eventi o la collocazione di una sequenza esemplare che condensi in sé il significato ultimo della vicenda in cui è collocata e a cui rassomiglia. In parole povere: in un quadro, trovare una porzione piccola che riassume le figure sulla tela, oppure in un romanzo trovare un pezzettino che spiega la trama per sommi capi. L’esempio più facile è l’Amleto in cui viene messa in scena dallo stesso, la trama della morte del padre per mano dello zio.
Ecco, affascinata da questo frattale artistico, ho provato a scrivere una cosa velocissima e vi offro un giochino.
Dopo averla letta, scrivete un verso che secondo voi la riassume - verso che poi integrerò nel testo. Io per farlo ho scelto parole che ho percepito come chiavi e le ho combinate un po’ a casaccio.
Non è un gioco strabiliante?
Qui metto il mio la foto del verde, tra i libri stesi per gioco
*
È un gioco che canto in caso
tra bianco e verde e sole
lungo i perpendicoli del giorno
è questo dormire e vegliare
e stare o andare
lo steso che azzanno
con mani a cannocchiale
Io tendo al selvaggio
e mi comporto in miraggio
lontano tra i libri -
vicino da qui
la foto del verde, tra i libri stesi per gioco
la mia mise en abyme
è ormai scontata:
la foto del tempo che fui.
XXXXXXX
È un gioco che canto in caso
tra bianco e verde e sole
lungo i perpendicoli del giorno
è questo dormire e vegliare
e stare o andare
lo steso che azzanno
con mani a cannocchiale
Accarezzo l’inquietitudine*
- tendo al selvaggio -
e mi comporto in miraggio
lontano tra i libri -
vicino da qui
la foto del verde, tra i libri stesi per gioco
In quiete o in moto stringo la vita°
la mia mise en abyme
è ormai scontata:
la foto del tempo che fui.
*Spatriata
°Freemind81